24 feb 2015

Scrivere la tesi di laurea: 10 consigli


Dopo mesi e mesi di gestazione, ho finalmente partorito la mia tesi. Alleluia! 

Ecco alcuni semplici consigli che mi sento di dare a tutti i futuri tesisti:

1. L'argomento. Scegliere l'argomento non è sempre facile e immediato. Di solito si hanno le idee confuse, non si sa esattamente dove andare a parare. Prima di tutto, è fondamentale scegliere una disciplina, tra quelle che avete seguito, che vi interessi veramente. Può essere letteratura inglese, sociologia, marketing, storia o qualsiasi altra materia collegata al vostro percorso di studi. Ovviamente vi consiglio di optare per una disciplina che vi appassiona sul serio, altrimenti rischiate di farvi due balls grandi come una casa. A questo punto, individuate un tema che vi ha particolarmente colpito durante le lezioni e che vi piacerebbe approfondire (meglio se non troppo generico, scontato o affrontato da decine e decine di studenti prima di voi). Fatevi un'idea su come organizzare la vostra analisi e sugli obiettivi della vostra tesi. 

2. Il relatore. Quando avete già pensato all'argomento che vi piacerebbe trattare, contattate un docente (meglio se già ci avete avuto a che fare) e proponetegli/le la vostra idea. Alcuni saranno più disponibili, altri meno. Alcuni vi aiuteranno, altri non leggeranno nemmeno le vostre email. Io sono stata molto fortunata. O, forse, ho scelto bene. 

3. Una volta ricevuto l'ok dal relatore, si può passare alla fase di ricerca del materiale. Se siete fortunati, a questo punto sarà proprio il vostro relatore ad aiutarvi e a darvi delle dritte. Partite dal catalogo del sistema bibliotecario del vostro ateneo e fate ricerche per parole chiave, autore o tema. E poi googlate, googlate e googlate. Iniziate anche a farvi un'idea riguardo la struttura vera e propria della tesi. Io ho fatto una scaletta provvisoria quasi subito, definendo per punti tutti i temi che volevo affrontare. Non sottovalutate l'importanza della scaletta, vi aiuterà molto anche durante la stesura della tesi per mantenere la giusta rotta e non divagare troppo. 

4. Le fonti. Oltre ad affidarvi alle biblioteche del vostro ateneo, potete consultare gratuitamente un'infinità di materiale online anche comodamente da casa, attivando un sistema chiamato proxy, che vi permette di consultare e scaricare risorse riservate esclusivamente alla rete della vostra università. Personalmente mi sono affidata principalmente a libri presi in prestito, a JSTOR e a Google Scholar. Ho anche comprato qualche libro non reperibile in Italia su Amazon (vi consiglio, come sempre, di confrontare i prezzi dei vari amazon europei e acquistare dove costa meno, perchè non sempre comprare direttamente da amazon.it conviene).

5. Una volta che avete raccolto diverso materiale, iniziate a leggere e a fare una scrematura. Concentrarvi esclusivamente su ciò che serve davvero e eliminate tutto ciò che non riguarda direttamente la vostra analisi. Segnatevi i punti di vista più interessanti e i temi che volete approfondire. Piano piano, la scaletta provvisoria che avevate fatto all'inizio si trasformerà sempre più in una scaletta definitiva. 

6. Iniziate a scrivere. All'inizio forse farà tutto un po' schifo, ma man mano che andate avanti migliorerà, ve lo prometto. Buttate giù qualcosa, c'è sempre tempo per modificare e arricchire la bozza iniziale. Quando pensate di aver raggiunto un lavoro più che accettabile, inviate la prima parte al vostro relatore. Io ho consegnato un capitolo alla volta, volendo potete anche mettervi d'accordo in modo diverso, molto dipende dal docente. Importante: mentre aspettate le correzioni, non grattatevi la pancia! Continuate a reperire materiale e a lavorare agli altri capitoli. 

7. La struttura della tesi. Ognuno può decidere come impostarla a suo piacimento. Io l'ho organizzata pressapoco in questo modo: 

Frontespizio
Indice
Introduzione
Testo diviso in capitoli, paragrafi, sottoparagrafi numerati
Conclusione
Bibliografia
Sitografia
Lista delle illustrazioni, grafici, tabelle, ecc..
Riassunto in italiano (per tesi in lingua straniera)
Ringraziamenti 

8. Ci sono diversi metodi per citare le fonti. Io ho fatto così: per le citazioni dirette, ho usato le classiche virgolette e riportato la fonte tra parentesi alla fine (cognome dell'autore, anno, numero pagina); per le citazioni indirette, ho usato le note a piè di pagina per rimandare a siti internet e riportato la fonte tra parentesi nel caso di libri, saggi, articoli, ecc..  

Esempio: '[...] and, above else, the opportunity to validate their identities as creative people' (Florida, 2003: 9).

9. Altri consigli in ordine sparso: annotatevi tutte le fonti che utilizzate man mano che procedete con la tesi in modo da evitarvi del lavoro extra alla fine e, inutile che ve lo dica, organizzate il testo   seguendo un filo logico e cercando di creare una certa "armonia" tra i vari paragrafi.

10. Ah, quando non riuscite più a tenere gli occhi aperti o cominciate a vederci doppio per le tante ore davanti al pc, staccate! Prendetevi un tè, fate un riposino o una doccia e riprendete dopo mezz'oretta. La vostra tesi ringrazierà.

In bocca al lupo!


23 feb 2015

Routine capelli del momento


Quando si parla di prodotti per capelli, sono una di quelle a cui piace cambiare, alternare, testare sempre nuove cose. Alla fine mi ritrovo la doccia piena di decine di flaconi mezzi vuoti che faccio fatica a terminare, ma è più forte di me: shampoo e balsamo rientrano in quella categoria di prodotti che compro e accumulo senza vergogna, perché servono sempre..no?! Ultimamente, però, mi sono data una calmata e sto alternando "solo" questi quattro prodotti:


Lo shampoo volumizzante all'arancia e al tè verde di Lavera. Preso su EccoVerde al costo di 3,99€, è un prodotto che mi piace molto perché lascia i capelli morbidi, idratati e ben districati, tanto che spesso non applico nemmeno il balsamo (N.B.: ho il cuoio capelluto grasso e le punte non particolarmente secche o sfibrate). L'effetto volumizzante sfortunatamente non è più lo stesso che mi aveva lasciato a bocca aperta dopo le prime applicazioni: lavaggio dopo lavaggio, infatti, l'effetto è andato a scemare, nonostante io lo alterni sempre ad altri shampoo. Lo trovo comunque un ottimo prodotto e non escludo di ricomprarlo una terza volta. 


Lo shampoo con estratto biologico di avena di EKOS Personal Care (prodotto da Pierpaoli) è stata una delle scoperte dell'ultimo periodo. Se ne stava nascosto in un angolino sullo scaffale più basso del mio Tigotà di fiducia, ho buttato l'occhio per puro caso e mi sono illuminata d'immenso. Circa 3€ per ben 500ml di prodotto, INCI molto buono, fa una bella schiuma, lava benissimo la cute e lascia i capelli puliti davvero a lungo (fidatevi, ve lo dice la donna con il cuoio capelluto più grasso di tutto il web). Non contiene parabeni, coloranti, PEG, SLES, saponi alcalini ed è certificato ICEA. Unica nota negativa, per quanto mi riguarda, è che non lascia le lunghezze ben districate e sento sempre la necessità di applicare un balsamo subito dopo.


Dopo aver provato i suoi famosi "fratellini" al cocco e al karitè, ho deciso di dare una chance anche al balsamo Splend'Or ai fiori e bacche di ribes. Non credo lo ricomprerò per due motivi: l'effetto, niente di fantasmagorico, e il profumo, che non è terribile ma mi ricorda uno sciroppo che mi obbligavano a ingurgitare da bambina. Personalmente preferisco la versione al cocco. 


Sempre a proposito di profumi non particolarmente piacevoli, a malincuore vi invito a non comprare il balsamo disciplinante e idratante della linea tricologica dell'Equilibra. Ammetto di avere un olfatto sensibile, se un prodotto ha un profumo anche solo vagamente nauseante lo accantono. Questo balsamo non è vagamente nauseante, non è leggermente puzzolente, è DAVVERO terribile, per me. Penso sia la cheratina a dargli questo odore che non riesco a definire. Fortunatamente, una volta asciugati i capelli non si sente tantissimo, ma ogni tanto si fa vivo di nuovo. E, quando meno te lo aspetti, mentre sei in giro a fare commissioni o stai per mangiare un panino, si ripresenta sotto forma di ondate puzzolenti. Per quanto riguarda l'efficacia, invece, ci siamo: districa bene e lascia i capelli morbidi al tatto e nutriti a fondo. Peccato.

Voi avete provato qualcuno di questi prodotti? Come vi siete trovate? 

16 feb 2015

Thailandia: Chiang Rai, Chiang Mai e Bangkok

Se mi seguite già da un po' qui sul blog, sapete che non sono esattamente regolare con i post. É un periodo di impegni e di cambiamenti, non riesco a essere sempre costante qui, ma ho talmente tante cose da raccontarvi che non so veramente da dove iniziare. Partiamo con ordine: il viaggio pre-laurea in Thailandia. Penso che in questi casi le immagini riescano a trasmettere molto più di mille parole, quindi ecco una sfilza di foto della mia settimana thailandese.

Prima tappa: Chiang Rai, nord Thailandia. Una città stupenda, piena di vita, non troppo grande e non troppo brulicante di turisti come altre località thailandesi. Tra i tanti templi, noi abbiamo visto il Wat Phra Singh e il Wat Phra Kaew. Ci siamo immersi nelle viette del mercato notturno e lasciati trasportare tra i colori del mercato dei fiori. La Clock Tower illuminata all'imbrunire è da togliere il fiato.


Seconda tappa: Chiang Mai. Una delle città più visitate della Thailandia, dista circa 3 ore di autobus da Chiang Rai. Anche qui abbiamo visitato diversi templi, tra i tanti cito il bellissimo Wat Chedi Luang. Una mattina, a qualche chilometro dalla città, immersi nella giungla thailandese, ci siamo lanciati da un albero all'altro in stile Tarzan. Non credo di aver mai urlato tanto in vita mia, avevo le gambe tremolanti e le mani sudate per via dell'altezza, ma è stato divertentissimo e lo rifarei altre mille volte!


Terza ed ultima tappa: Bangkok, la capitale. Ci siamo persi un minuto dopo aver messo piede fuori dall'hotel. Da un lato è stato meglio così, perché siamo finiti in stradine e posti "nascosti" che mai avremmo scoperto con la cartina sempre alla mano. Bangkok è caotica, esplode di vita. Ti avvolge con i profumi esotici delle bancarelle ai lati delle strade, i sorrisi dei mercanti pronti a vendere cibo o piccoli soprammobili fatti a Buddha o meravigliose saponette intagliate a forma di fiore. E poi frutta di tutti i tipi: mango, papaya, cocco e ananas a 30 baht (meno di un euro), già tagliati a pezzetti e pronti da gustare mentre si passeggia. Il Palazzo Reale è impossibile da immortalare in tutta la sua bellezza, così come il gigantesco Buddha disteso che ho fatto fatica a fotografare per intero.


Nonostante sia riuscita a vedere veramente poco, mi sono resa conto fin da subito che la Thailandia è semplicemente una terra meravigliosa. Non potevo ricevere regalo migliore per la mia laurea. Ora mi sono ripromessa di stampare almeno una ventina di tutte le foto scattate (penso siano più di 300 in totale) e fare una sorta di scrapbook. Se viene fuori un album carino, magari più avanti ve lo mostro. Nel frattempo, ecco il video della nostra settimana thailandese: 


Buona visione!